Ultrà Lodigiani 1996

Benvenuti nel blog degli Ultrà Lodigiani. Non un muro ma un libero spazio per pensieri sulla Lodigiani, sugli Ultrà Lodigiani e sul movimento ultras in generale

Il gruppo

Blogger: ultralodigiani
Nome: Ultrà Lodigiani 1996
Gli Ultrà Lodigiani nascono il 18 Maggio 1996 al seguito dell'AS Lodigiani 1972, terza squadra di Roma. Oggi il gruppo si riconosce al seguito della nuova Lodigiani rifondata nel 2005, continuazione della società che militava in serie C. Gli Ultrà Lodigiani non hanno nulla a che fare con la Cisco Roma, squadra che ha ingiustamente rilevato il titolo della Lodigiani e con la quale ormai non c'entra più nulla. Per saperne di più su di noi il sito ufficiale è www.ultralodigiani.org

Archivio

Categorie

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, 08 maggio 2008

BERNOCCOLONE ORIGINAL FANS

postato da: lodiparanoica alle ore 22:45 | link | commenti
categorie:

...pezzi della nostra storia

Il gruppo Anti Girl

Episodio che non tutti conoscono, ma che a suo tempo fece non poco scalpore, è quello dello stendardo anti-girl, che secondo il "genio" ideatore di questa follia doveva raggruppare delle persone contrarie alle ragazze che vanno allo stadio solo "per mostrare culi e tette", come scrisse lui stesso.

Era il 1996, e l'idea venne ad un mio grande amico di quei tempi, ovvero Cristiano, uno dei tanti "tipi strani" che giusto alla Lodigiani potevi incontrare. Cristiano, 3 anni più grande di me e fenomenale appassionato di movimento ultras tanto da collezionare sciarpe a centinaia (che alla fine finì per mettere persino nel bagno perché in camera non gli centravano più, per la disperazione dei genitori), era uno delle colonne portanti del tifo un pò pioneristico (almeno in ambito Lodigiani) di allora, fu lui con pochi altri, a partire dal 1994, a farsi le prime trasferte (con me ne fece una epica in 2 a Torre del Greco nel 1995, una delle mie prime). Peccato che ebbe la disgraziata idea di mandare una lettera a Supertifo, nell'Estate 1996, dove annunciava che dall'anno successivo avrebbe portato in tutte le partite della Lodigiani lo stendardo "Anti Girl". Nella lettera, premettendo che non era omosessuale, Cristiano scrisse che la sua provocazione nasceva dal fatto che il 99% delle ragazze in curva andava solo per mostrare le proprie grazie fregandosene della squadra e del movimento.

La lettera, letta da tutta l'Italia ultras di allora (che ancora comprava Supertifo) scatenò una marea di risate e di ilarità a non finire, tranne per noi che avevamo fatto una bella figura di merda, in un periodo peraltro dove la nostra tifoseria non godeva di un buon nome. Piovvero risposte di ragazze su Supertifo e anche da noi ci fu, ovviamente una reazione negativa, anche perché va bene che eravamo giudicati dei bambini, gente senza mentalità ecc. ma froci proprio no.

E pensare che Cristiano mi chiese a me di realizzargli lo stendardo poiché lui non li sapeva fare (fino ad allora aveva fatto solo un Appio Latino a bomboletta rossa di qualità molto discutibile anche se poi è diventata una delle pezze storiche), io non gli dissi di no (perché alla fine dei conti era un amico) ma neanche di si, perché anche se avevo 17 anni mi rendevo conto che era una puttanata bella e buona.
Prima che la stagione iniziasse, in una trasferta della Roma i neo Ultras Lodigiani in maniera neanche troppo amichevole gli fecero capire che i tempi dei piccoli fans di Sandra Milo erano finiti, che la nostra tifoseria avrebbe avuto una ripulita generale, una nuova mentalità e che pertanto lo stendardo Anti Girl non sarebbe mai stato ammesso. E così fu.

Mi dispiace che Cristiano poi alla fine è rimasto famoso per questo episodio un pò ingenuo. Alla fine gente come lui, Ettore B. e Marco C. vanno ricordate per aver portato per primi un discorso ultrà serio in un contesto ridicolo come era quello nostro di allora. Le prime trasferte in due o poche più unità a Siena, Chieti, Torre del Greco, Acireale, Sora, Lecce e così via non si scordano.

Ripensandoci, comunque, ad anni di distanza e vedendo le cose come sono oggi, quella del gruppo Anti Girl non era neanche un'idea così sballata. Il problema non riguarda però il sesso femminile, ma tutti coloro che vanno allo stadio. Quanta gente, sia di sesso maschile che femminile, va allo stadio fregandosene della curva e della squadra? Tanta, sicuramente troppa.

Ho rispolverato un episodio dela nostra storia perché non so come mi è balzato in mente. Se me ne vengono altri li racconterò...
postato da: ultralodigiani alle ore 00:01 | link | commenti (2)
categorie:
sabato, 03 maggio 2008

La passione svanita

Oggi dopo molti anni mi ha richiamato un mio vecchio amico di Frosinone, che non nomino perché non so se la cosa gli può far piacere. Le persone che fanno parte del gruppo di oggi non lo conoscono se non per nome. Devo dire che, nonostante le molte chiacchiere di circostanza la cosa mi ha fatto veramente piacere, però come tutte le cose amarcord mi ha anche messo, dopo, una certa tristezza. Perché alla fine questa persona, faceva parte come me e come molti altri ragazzi di un mondo che ormai è distrutto nei più minimi particolari. Una persona che, pur pensandola su alcune cose diversamente da me, si informava di tutto ciò che era ultras e di tutto ciò che era possibile (sciarpe, adesivi, fanzine ecc.) faceva collezione, come me. La cosa che mi ha intristito è che non solo è finito il mondo ultrà, ma tutto ciò che lo circondava. Collezioni, letture, riviste, video e quant'altro. In tempi di avanguardia, con qualcuno arrivai a dire "verrà il tempo in cui rimpiangeremo anche Supertifo". Purtroppo la profezia si è avverata.

C'erano una volta, ci sono ancora ma sono in estinzione, i tuttologi di movimento ultras. Gente che sapeva tutto di tutte le tifoserie, gruppi, striscioni e personaggi. Gente che leggeva prima Supertifo e poi Fans. Gente che staccava gli adesivi dai muri degli stadi per portarseli a casa, gente che scriveva a pennarello sui treni il nome del proprio gruppo, gente che collezionava sciarpe di tutti i tipi, gente che andava nelle curve opposte a chiedere una fanzine, gente che conosceva la storia e l'evolversi del movimento, gente che un giorno si e l'altro pure parlava sempre di ultras. Gente che quando usciva anche scortata da fidanzate e amiche continuava a parlare di stadio. Gente che la domenica arrivava minimo due ore prima allo stadio per respirarne l'atmosfera. Gente che, almeno una volta nella vita, è partita la notte prima per una trasferta di 200 km e arrivare in piena notte nella città avversaria. Gente che, quando la propria squadra non giocava, aveva in casa o nei portafogli i calendari di tutte la serie per viaggiare e vedere altre tifoserie. Gente per la quale proporre un coro nuovo era un vanto. Ormai direi addirittura gente che si collegava quotidianamente su tifonet, leggeva tutto e commentava pure. C'era gente che univa stadio e goliardia, inventando di tutto pur di apparire. Gente come noi che presenziava, striscione al seguito, nei posti più inpensati, per dare la prova che il proprio essere ultras era arrivato anche là. Gente che viveva la propria passione in maniera sana e genuina. Gente che non riusciva ad addormentarsi finché non scriveva un pezzo per la fanzine.

Se ci penso...porca puttana, sono riusciti a distruggere tutto questo. Lo vedo dagli stadi vuoti, da me che non mi interesso più come prima, oppure dai ragazzi attuali del gruppo, molti dei quali non hanno neanche letto il comunicato fatto sabato scorso mentre una volta avrebbero fatto a gara per portarsene uno a casa, per il solo fatto che rappresenta un pezzo di movimento. Gente che manca e neanche chiama per sapere come è andata o se si sa qualcosa della prima squadra. Non gliene frega più un cazzo a nessuno.

Già.

Ma alla fin fine la colpa non è neanche la loro, penso. La colpa è di Amato, Melandri, Pisanu, Prodi, Berlusconi e compagnia bella. La colpa è della campagna mediatica controllata dal governo contro gli ultras. La colpa è della mancanza di veri mezzi di informazione, visto che tutte le televisioni e i giornali sono controllati da politici o da gruppi vari di potere. La colpa è della generazione prima di noi, che ha respirato la cattiveria degli anni'70 e '80 e ora ci fa la morale per ogni stronzata, rabbonendoci con ipod, pc portatili e grandi fratelli vari. Sto cazzo. La colpa è di questa morfina che ha distrutto noi giovani che si chiama società. Vaffanculo, che tristezza. Ieri ho visto un pezzo di Fiorentina - Glasgow Rangers, da una parte una tifoseria di confidenti e infami ormai devota agli affari, dall'altra parte lo sciapo modello britannico. Eppure i Viola della coppa Uefa col Barcellona erano belli, il CAV non aveva un presidente e il tifo non era male. Niente, tutto finito. Poi ogni tanto (perché non è più sempre come prima) ti colleghi su Fototifo e vedi che le tifoserie all'estero sono tutte più belle delle nostre. Grazie al cazzo.

Quindi, alla fine, con tutta questa merda che respiriamo alla gente cazzo gliene può importare di una squadra che non c'è più da 4 anni...e di un gruppo che da altrettanti anni non fa più stadio..già.......




ps: scusate lo sfogo
postato da: ultralodigiani alle ore 00:20 | link | commenti (9)
categorie:
lunedì, 21 aprile 2008

753 a.C. - 2008 d.C. :

2761 VOLTE AUGURI

URBE IMMORTALE!
postato da: ETR500cinecitta alle ore 15:27 | link | commenti
categorie:
venerdì, 18 aprile 2008

Calcio: Osservatorio, Per Juve-Lazio Un Solo Tagliando a Spettatore
Gio 17 Apr, 08:16 PM
Roma, 17 apr. - (Adnkronos) - Per Juventus-Lazio, in programma il 27 aprile, ciascun spettatore potra' acquistare un solo tagliando. Lo ha deciso questo pomeriggio l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive riunito per la consueta seduta settimanale. Sono state esaminate le gare delle ultime giornate calcistiche che non hanno fatto registrare criticita' significative, con la sola eccezione di quanto verificatosi domenica 13 aprile u.s. in occasione della gara ''Verona Hellas - Lecco''. Nel corso della partita, per le intemperanze della tifoseria ospite che ha aggredito le Forze di Polizia, sono state arrestate 2 persone e denunciata una terza in stato di liberta'. Da segnalare anche che presso la stazione ferroviaria gli stessi supporter lecchesi hanno ritardato la partenza di un treno con a bordo circa 450 viaggiatori. Per le prossime giornate di campionato e' stato stabilito che per ''Enna - Licata''(serie D) e ''Cantalice - Atletico Vescovio'' (Dilettanti, I Categoria Laziale)), in programma il 20 aprile, ''Pro Sesto - Lecco'' (serie C1/A) e ''Cremonese - Padova'' (serie C1/A), del prossimo 27 aprile, resteranno chiusi i settori ospiti.

AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH!!!!

(ANCHE SE CE SAREBBE DA PIAGNE!)
postato da: ETR500cinecitta alle ore 14:52 | link | commenti (2)
categorie:
venerdì, 11 aprile 2008

Domanda: andrete a votare domenica o lunedì???

Non dite cosa, solo se ci andrete o no. Giusto per capire un pò come vi ponete sul problema.

Ciao a tutti. Pietro

postato da: ultSPQRras alle ore 22:58 | link | commenti (6)
categorie:
giovedì, 13 marzo 2008

Il racconto della testimone dell'omicidio del tifoso laziale, ucciso sulla A1
"Puntò la pistola verso quell'auto. La teneva con entrambe le mani. Poi sparò"
Sandri, la superteste giapponese
"L'agente mirò per 10 secondi"

dal nostro inviato MARINO BISSO
AREZZO - "Quel poliziotto prima di sparare puntò l'arma e prese la mira per dieci secondi...". È l'accusa della supertestimone dell'omicidio di Gabriele Sandri. Ma non solo: cinque giorni prima aveva superato con giudizio positivo l'addestramento al poligono di tiro. Era il 6 novembre 2006, qualche giorno dopo, domenica 11, l'agente della polstrada Luigi Spaccarotella estrasse la pistola d'ordinanza e sparò contro l'auto con a bordo Gabriele Sandri uccidendo il 28enne tifoso della Lazio.
"Non fu un colpo accidentale. Quell'agente mirò prima di premere il grilletto" hanno sempre sostenuto i famigliari di Sandri, assistiti dall'avvocato Michele Monaco. Una ricostruzione fatta propria dal pm Giuseppe Ledda che, a chiusura delle indagine, ha confermato l'imputazione di "omicidio volontario". Una conclusione basata su alcune dichiarazioni. Ad accusare il giovane poliziotto sono due donne e in particolare un'operatrice turistica giapponese che per caso quella domenica si trovava nell'area di servizio di Badia al Pino sull'A1, vicino ad Arezzo. Keiko H., 42 anni, è la supertestimone dell'inchiesta sull'uccisione di "Gabbo". Il 15 novembre ha raccontato la sua verità agli investigatori della guardia di finanza e ora le sue dichiarazioni sono finite tra le migliaia di pagine depositate dalla Procura di Arezzo.
"Dopo aver fatto colazione - si legge sul verbale - uscivo dall'autogrill per fumare una sigaretta nel piazzale antistante. All'improvviso sentii uno sparo. Ma non capivo la provenienza. Vidi allora dei ragazzi, dall'altra parte dell'autostrada, scappare e correre verso delle autovetture. Successivamente vidi i due poliziotti correre verso di me e in particolare uno dirigersi verso l'estremità del piazzale mentre dall'altra parte i ragazzi salivano su un'autovettura di colore chiaro. Il poliziotto dopo essersi fermato puntava una pistola tenendola con entrambe le mani protese in direzione dell'autovettura e dopo circa dieci secondi sparava. Ricordo bene il momento dello sparo: l'autovettura era in movimento e anche dopo proseguiva la marcia. A quel punto, impaurita, mi sono recata verso il pullman sul quale viaggiavo".
La versione della giovane giapponese trova conferma anche dal racconto da una cassiera dell'autogrill. La donna però riferisce di aver sentito uno solo sparo. "All'interno del market un mio collega aiutava a fare delle fotocopie, dopo alcuni minuti l'agente è uscito. Dopo un quarto d'ora udivo il suono di una sirena. Allora uscivo dal locale e vidi che c'erano due auto della polizia. Nell'area di servizio opposta vedevo delle persone correre con in mano dei bastoni o qualcosa di simile e raggiungere un'autovettura e saliti a bordo partire in direzione nord".
La dipendente dell'autogrill racconta poi il momento dello sparo. "In quell'istante uno dei poliziotti mi è passato davanti. Giunto alla fine del guardrail, all'altezza di un cumulo di terra smossa, ha disteso entrambe le mani impugnando la pistola. Ha aspettato che quell'auto imboccasse la rampa che da accesso all'autostrada e poi ho udito un colpo di pistola. E mentre l'auto continuava il suo viaggio, il poliziotto è tornato sui suoi passi, sempre correndo, e ha raggiunto i suoi colleghi". E ancora: "Non ho notato assolutamente se il poliziotto durante la corsa, sia all'andata che al ritorno, avesse in mano una pistola che, ripeto, gli ho visto impugnare solo poco prima della sparo".

 

FIGLI DI PUTTANA!!!

postato da: LODIPACCE alle ore 17:13 | link | commenti (1)
categorie:
domenica, 09 marzo 2008

postato da: LODIPACCE alle ore 19:21 | link | commenti
categorie:
martedì, 04 marzo 2008

La giustizia a tutti i costi non è giustizia

Torno un'altra volta a parlare di un'argomento un pò fuori dai binari rispetto alla nostra realtà, un argomento che comunque sia ho molto a cuore e in qualche maniera c'entra sempre con le note vicende del nostro movimento.

Il tema è quello della famigerata "giustizia" italiana. Lo spunto me lo ha dato il fatto, di cui si parla molto, dei fratelli di Gravina morti cadendo in un pozzo.

Chiaramente la mia attenzione è andata su un particolare che a molti (chissa perché) rimane indifferente di fronte a due giovani vite spezzate in maniera così violenta.

Quello che secondo me è l'ennesimo scandalo italiano è vedere come i giudici stanno perseguitando il padre dei due bambini. Va ricordato che, mesi fa, in base ad una intercettazione ambientale (da quanto so molto discutibile, ma da due anni gli inquirenti vagavano nel buio tentando tutte le piste possibili, compresa quella dei medium), il padre di Ciccio e Tore fu buttato in cella senza praticamente ribattere. Le televisioni e i giornali non solo hanno cominciato a fare ipotesi su come il padre avrebbe massacrato i figli, ma hanno cominciato ad indagare morbosamente e a senso unico nelle vite private di tutte le persone coinvolte: il padre, senza precedenti penali, è diventato in poco tempo uno che picchiava sempre i figli nella maniera più violenta possibile, la matrigna è diventata una perfida tessitrice di trame per sbarazzarsene, persino la madre dei fratelli, separata dal padre di Ciccio e Tore, è stata dipinta come una disadattata ecc. ecc. ecc. In questi due anni di mistero a Gravina hanno parlato tutti in televisione, puntando il dito contro quella famiglia e sputando sentenze. Un vero schifo, tipico teatrino di questa Italia che sta andando a rotoli.

Ma il "bello" è stato seguire (sempre di striscio, perché è bene non appassionarcisi mai troppo a queste vicende), come sono cambiate le cose dopo il ritrovamento dei due fratellini in un pozzo a pochi metri da dove sono stati visti l'ultima volta, in un luogo dove andavano spesso a giocare con i loro amici. Innanzi tutto il padre è rimasto a posteriori l'assassino. Le ipotesi degli inquirenti è che i due sono caduti nel pozzo (in un casolare che conoscevano) mentre erano inseguiti dal padre che li voleva picchiare. Poi è semplicemente diventato un rifugio per sfuggire alle violenze (certo perché due bambini di 11 e 13 anni sono talmente deficenti da fare un ragionamento del genere). Ora non sanno più che cosa inventarsi per tenere questo poveraccio in galera. Nemmeno ora che le analisi hanno dimostrato che sui due bambini non vi era segno di violenza alcuna (e se lo dicono i fautori di una scienza che rintraccia macchie di sangue di millesimi di millimetro c'è da fidarsi). Una persona, alla quale è stato impedito di assistere al funerale dei propri figli, deve stare in galera solo perché il procuratore, il prefetto, il questore ecc. ecc. non vogliono ammettere che in questi anni hanno fatto delle figure di merda colossali, cercando i bambini pure in Romania.

Anche io sono stato un bambino, e anche io con i miei amici (e a volte persino da solo) andavamo a giocare in posti pericolosi. Quante volte per recuperare un pallone ci siamo arrampicati su crepacci o burroni? Per non parlare di quella villa abbandonata dove più volte siamo andati per spaccare quel poco che rimaneva (avrò avuto forse 10 anni) con l'incoscienza e l'irruenza del bambino, rischiando almeno una volta di rimetterci seriamente le penne...tutti noi da bambini, specialmente noi che vivevamo in qualche paese con boschi e case abbandonate vicini, abbiamo rischiato di brutto almeno una volta per qualche cazzata. E quei due bambini potevano essere me 20 anni fa, o tanti di quei bambini che fanno giochi pericolosi senza neanche saperlo.

Non vi ricorda la vicenda Raciti tutto ciò? Anche lì sono state fatte più ipotesi (in un luogo e in tempi molto più circoscritti), anche lì hanno preso una persona a caso tra quelli che hanno trovato, hanno montato un impianto accusatorio inesistente, e chissà se questa farsa finirà almeno con l'assoluzione del ragazzo indagato. Ho molti dubbi.

E, senza andare per forza su casi di omicidio (meglio dire presunti tali), è bene ricordare, senza stancarsi mai, di quante volte molta gente, non solo ultrà, in questo paese si ritrova accusata di cose che non ha fatto o subisce vere persecuzioni per reati minori, quando gente come Berlusconi, Bossi, D'Alema, Prodi, Fassino, Amato, Dell'Utri, Cuffaro ecc. ecc. se ne sta tranquillamente impunita in giro per l'Italia a pubblicizzarsi per le prossime elezioni. Voglio ricordare anche la nostra star televisiva Anna Maria Franzoni, in attesa di Meredith e di Olindo Romano e moglie.

A queste persone, che ci comandano per colpa di gente che li va a votare, andrebbe tolta la libertà, andrebbero messi in galera tutti con capi di accusa totalmente inventati (anche se non ce ne sarebbe bisogno). Forse capirebbero quanto è preziosa la libertà, anche se sei uno dei tanti che campano con meno di 1000 Euro al mese.
postato da: ultralodigiani alle ore 01:04 | link | commenti (1)
categorie:
domenica, 02 marzo 2008

NEI FINALI DEL PRIMO TEMPO LA CISCO ROMA è SOTTO PER 2 A 0 IN QUEL DI MELFI.

ORA SONO AD UN PUNTO DALLA ZONA PLAY-OUT

CONSIGLIO ALLA SOCIETA':

DOPO LOPEZ, PROVATE ANCHE

TULLIO SOLENGHI E ANNA MARCHESINI.

IN BOCCA AL LUPO!

postato da: lodiparanoica alle ore 15:57 | link | commenti (5)
categorie: